Il modello di riferimento

Nel mio lavoro seguo  l’approccio Cognitivo-Comportamentale che rappresenta anche il mio orientamento di base, cercando tuttavia di adattare il metodo alla persona e alle sue caratteristiche e non viceversa.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale ha alla base principi semplici, efficaci e facilmente trasmissibili e prevede generalmente un percorso di breve durata.
Si fonda sull’osservazione che i nostri problemi emotivi sono influenzati da ciò che pensiamo e da ciò che facciamo nel presente. Ciò vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri comportamenti e sui nostri pensieri possiamo risolvere molti dei problemi emotivi che ci fanno soffrire.

 

Le mie modalità di intervento

Il primo colloquio è sempre un momento delicato; si passa dall’imbarazzo iniziale, in cui spesso non si sa da dove cominciare o  cosa dire, all’agitazione  e alle aspettative verso la Terapia e la figura dello Psicologo.
La prima cosa che faccio è fare in modo che i miei pazienti si sentano a loro agio, ascoltati, non giudicati e liberi di poter spaziare su tutto quello che ritengono opportuno farmi conoscere.

Il passo successivo è la valutazione della presa in carico, in cui  affronto i seguenti argomenti:

  • spiegare il metodo   che seguo nei mie interventi, ovvero quello cognitivo comportamentale;
  • cercare  insieme al paziente di individuare e definire il problema che lo  ha portato a richiedere una consulenza.

Durante la fase di valutazione, oltre al colloquio clinico, dove esamino la storia personale e la storia del problema della persona, mi avvalgo dell’ausilio di test psicologici per approfondire la personalità e valutare la funzionalità psichica della persona.

Conclusa la fase di assessment e valutazione, comunico i risultati all’interessato proponendo un percorso sulla base di quanto emerso.

Successivamente si definiscono gli obiettivi del percorso terapeutico, stipulando una sorta di contratto dove viene definita la frequenza degli incontri, la durata delle sedute e il costo, nonchè l’impegno nell’eseguire esercitazioni tra una seduta e l’altra, al fine di fare proprie le tecniche proposte.